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October 8, 2017

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🇮🇹 MASSOTERAPIA CANINA Prof. Gianluca Egidi

MASSOTERAPIA CANINA

Prof. Luca, Gianluca Egidi

 

 

La Massoterapia è una disciplina che si basa su una specifica tipologia di manipolazioni, tesa a potenziare la struttura corporea, ad esempio per migliorare la circolazione sanguigna e linfatica o in caso di problemi muscolari. Si tratta di una tecnica che sempre più spesso viene utilizzata anche per aiutare gli amici a quattro zampe, non solo quando vi sono problemi di salute accertati, ma anche quale prevenzione ad esempio per artriti o dolori muscolari. Una seduta di Massoterapia Canina, consiste in u.   na serie di manipolazioni, molto dolci e delicate, che cercano di riequilibrare i sistemi interni del cane, partendo da un unico punto comune: la struttura vertebrale.

 

A seconda della condizione del cane, quesa tecnica ,anuale si prefigge di ristabilire la mobilità articolare o la motilità muscolare dell’animale, migliorare l’apporto sanguigno per favorire l’ossigenazione delle cellule, normalizzare l’interazione del sistema nervoso centrale con gli altri sistemi, quali quello imunitario, endocrino e linfatico. Inoltre grazie alla Massoterapia è possibile anche migliorare il sistema respiratorio e del diaframma.Insomma si tratta di una tecnica che può trovare svariate applicazioni, a seconda della condizioni clinica del pet e su consiglio del proprio veterinario.

 

Tecniche utilizzate:

Le tecniche utilizzate sono differenti, a seconda della necessità: si passa dalla tecnica strutturale, che consiste nella manipolazione articolare, alla tecnica funzionale, che viene applicata sui tessuti delle articolazioni. Tra le altre tecniche ricordiamo anche quella craniale (agisce specificatamente sul ritmo biologico) e quella fasciale (che si prefigge l’obiettivo di eliminare le tensioni dei tessuti fasciali), quella viscerale (mirano alla risoluzione delle lesioni gastro intestinali ed endocrinche o urinarie), ed infine quella muscolare, forse la tecnica più utilizzata per agire sul tono muscolare.

 

Tecnica strutturale o trust 

Si occupa delle ”disfunzioni” o restrizioni del movimento dell’apparato muscolo-scheletrico. È la tecnica più conosciuta ideata in campo massoterapico e non solo. Usata prevalentemente nel caso di dolori muscolari, mal di schiena, sciatalgia.L’operatore ricerca tramite la conoscenza anatomica la biomeccanica e la palpazione accurata, le articolazioni con una restrizione anomala del movimento. (Concetto di “reduced range of motion”).

La manipolazione o trust in questo caso è data da un movimento deciso-veloce e limitato nel raggio e spesso è accompagnato da un caratteristico rumore “tuc,clac…” In effetti il “crac” è dovuto all’espansione dei gas nella sinovia (paragonabile all’effetto che si ha quando si toglie un coperchio da una pentola con una certa pressione) e non indica necessariamente la buona riuscita della terapia. Se effettuata da mani esperte non è dolorosa e non rappresenta pericoli.

 

È sicuramente da evitare in presenza di tumori, osteoporosi grave con pericolo di fratture, organismi molto debilitati, animali molto contratti o paurosi e restii a ad accettare manipolazioni o pressioni profonde. La taglia dell’animale non è importante, il trust può essere effettuato su un cane barboncino di 2 kg o su di un cavallo di 700 kg.

 

Tecnica cranio-sacrale 

 Si può applicare su tutte le specie e tutti gli individui. È basata sulla percezione e analisi del movimento respiratorio primario Corrisponde ad una fluttuazione, movimento a onda dei liquidi tissutali e può essere percepita da mani esperte in ogni parte dell’organismo. Se si considera il corpo nel suo insieme è chiaro che ogni “blocco o disfunzione” corrisponderà ad una restrizione nella mobilità del tessuto connettivo, e questo influirà sul MRP.

 

Questa tecnica è molto “precisa e delicata” e si adatta bene anche a pazienti poco cooperativi. Apparentemente il massoterapista “in ascolto” sembra inoperativo ma è sorprendente come l’animale a mano a mano che le tensioni spariscano si rilassi e apprezzi il trattamento. Questa tecnica necessita di un lungo apprendistato ma una volta conosciuta ha il vantaggio di coniugare diagnosi e terapia allo stesso tempo senza movimenti repentini e senza provocare dolore. Si adatta molto bene a pazienti anziani con problemi osteoarticolari cronici, lesionali gravi, discopatie, cardiopatie e problemi respiratori correlati (tramite trattamento della cintura dorso-lombare e del diaframma).

Tecnica fasciale o /e miofasciale 

 Si basa sulla percezione del tessuto connettivo nel suo insieme per effettuare diagnosi e trattamento. Consiste nell’analisi dei vari movimenti tissutali di tutto l’organismo. Le fasce o membrane (costituite da connettivo) ricoprono ogni tipo di struttura anatomica: muscoli, tendini, visceri, vasi sanguigni, tessuto nervoso,.. La loro relazione di continuità anatomica permette la trasmissione di tutte le informazioni osteopatiche necessarie.

 

Corrisponde ad un massaggio superficiale e/o profondo limitato ad alcune zone o generalizzato. Può essere doloroso in presenza di lesioni muscolari croniche. Viene spesso praticato dopo il “trust” per risolvere patologie croniche. Infatti ogni tipo di lesione possiede una memoria cellulare e in presenza di lesioni vecchie/croniche i tessuti tendono a bloccarsi di nuovo. Le tensioni muscolari da sole spesso sono sufficienti per causare disfunzioni a livello vertebrale o di articolazioni periferiche.

 

Tecnica viscerale 

Si occupa dei visceri cioè degli organi contenuti nella cavità addominale e toracica. Si tratta di un approccio basato su relazioni neuro-anatomiche e neuro-fisiologiche del sistema nervoso autonomo (responsabile del funzionamento dei visceri) in relazione al sistema nervoso volontario (responsabile ad es. dei muscoli degli arti, articolazioni..)

Si occupa dello stretto equilibrio tra biomeccanica vertebrale e corretto funzionamento viscerale, ogni struttura agisce sull’altra in permanenza alla continua ricerca di un equilibrio dinamico. In un approccio simile alla percezione del MRP l’operatore può percepire ed influenzare il singolo movimento dei vari organi. Corrisponde ad un massaggio a livello di addome o torace.

 

Indicazioni cliniche 

Un proprietario può rivolgersi al Massoterapista Canino per varie ragioni:

Disturbi dell’apparato muscolo scheletrico: zoppie, dolori vertebrali (lombalgie, dorsalgie, cervicalgie) problemi al bacino o articolazioni periferiche. Questi disturbi non sono necessariamente accompagnati da dolori. Spesso unico sintomo di un disturbo subclinico è una diminuita resistenza o tolleranza allo sforzo (cani da sport). 

Disturbi funzionali cronici di tipo viscerale: vomito cronico, problemi digestivi, tosse cronica, problemi al parto o ginecologici, (giumenta che non va in calore, fattrice rigida dopo il parto). 

Disturbi dermatologici o ORL: dermatiti acute o croniche, piodermiti ricorrenti, otiti, riniti, gengiviti croniche.

Disturbi comportamentali: quando legati a dolori cronici difficilmente diagnosticabili altrimenti, ad esempio blocchi cervicali atlanto-occipitali C1 C2. 

Disturbi legati al periodo di crescita: si consigliano controlli regolari ai cuccioli, specialmente di razze giganti o razze predisposte a patologie quali displasia del gomito, delle anche, OCD .. 

Nella prevenzione: cani da lavoro (protezione civile, valanga, ricerca su macerie, polizia) cani da sport (agility, caccia): controlli preventivi ogni 3-4 mesi per conservare la forma ottimale e trattare adeguatamente patologie funzionali ancora allo stato subclinico. 

Nella riabilitazione postchirurgica: in accompagnamento ad altre misure quali fisioterapia, idroterapia, nel recupero del corretto assetto posturale, nella correzione di posture compensatorie, “disbalance” muscolari. 

Nel cane anziano: gradiscono la terapia craniosacrale e miofasciale, ne migliora il confort, in presenza di osteocondrosi cronica, riduce il fabbisogno di farmaci analgesici. 

 

Controindicazioni assolute 

Ogni tipo di frattura, lussazione completa sia vertebrale che periferica, ernia discale acuta

 

Non o scarsamente indicato 

Nel senso che i trattamenti massoterapici non possono portare grandi miglioramenti

Malattie tumorali, infettive, genetiche o neurologiche strutturali 

Malattie dell’apparato osteoarticolare dove esiste una chiara indicazione chirurgica, es OCD, rottura ligamenti crociati ginocchio. 

A dipendenza dell’attività fisica del paziente e della tipologia di razza, si incontreranno problematiche diverse. 

 

Ad esempio un cane di razza Border Collie che pratica l’agility avrà dei problemi in parte legati agli ostacoli, (bilancia, ponte ,tunnel) e in parte legati alla torsione della schiena indotto da movimenti estremamente veloci (es. slalom). Il massoterapista osserverà delle disfunzioni a livello lombo-sacrale, come pure a livello dell’articolazione scapolo-omerale e del ginocchio. Un Malinois o Rottweiler da Ring presenterà spesso delle disfunzioni a livello atlanto-occipitale e prime vertebre cervicali dovute all’attacco al figurante con morso, o disfunzioni al rachide o al bacino dovuti al salto della palizzata. 

Un levriero che corre nel cinodromo (forma ovale), presenterà più facilmente disfunzioni a livello cervico-dorsale e collo dovute al ruolo stabilizzatore del collo nel galoppo e disfunzioni o traumatismi diretti alle dita, sesamoidi o articolazioni del carpo e tarso dovute alle diverse sollecitazioni in propulsione e mantenimento della traiettoria di gara. 

Altri esempi nei cani da ricerca maceria o salvataggio in acqua è estremamente importante che siano dotati di “pettorine adeguate” in modo da facilitarne la risalita sul canotto o battello o il superamento di ostacoli difficili. Si eviteranno cosi lesioni o contratture muscolari che potrebbero ridurre in modo significativo le performance.

 Riassumendo possiamo affermare che la Massoterapia Canina offre un approccio integrale e multimodale per la risoluzione di diverse patologie. Che si tratti di curare patologie dolorose o di migliorare le performance di cani atleti o semplicemente di migliorare il confort del vostro cane, il trattamento massoterapico dovrebbe diventare una pratica regolare. Essa va a completare il lavoro di selezione dell’allevatore, il lavoro dell’istruttore e le indispensabili cure del veterinario di fiducia e del proprietari.

 

 

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