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October 8, 2017

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🇮🇹 La sindrome del dolore miofasciale, definita come dolore muscolare causato da trigger points miofasciali (MTrPs)

 

È stata considerata essere correlata a posture scorrette, disturbi neuromuscoloscheletrici, o malattie sistemiche.

 

Inoltre, possono indurre la MPS molteplici fattori come il cronico e ripetitivo affaticamento muscolare, le borsiti, le entesopatie, l’artrosi, o una lesione discale. Clinicamente, i pazienti con dolore miofasciale lamentano dolore locale nel muscolo, spesso con dolore riferito. Se le ragioni patologiche associate non sono trattate bene, il dolore spesso si ripresenta in seguito. Quando si esegue l’esame fisico, può essere palpato il MTRP in una banda tesa del muscolo scheletrico e può essere suscitata una risposta di contrazione locale facendo scattare il MTRP. Altri sintomi di dolore miofasciale includono una limitazione del range di movimento (ROM), veloce stancabilità muscolare, e a volte spasmi.

 

Per la diagnosi di MTRP, “un punto di dolorabilità ben definito”, “una banderella di muscolo tesa,” e “la comparsa del dolore alla palpazione” sono indicati come i tre criteri di base, e il “dolore riferito” e le “risposte di contrazione locali” sono i segni principali per identificarlo . Nei pazienti affetti da MPS, possono essere presenti sia MTrPs latenti sia attivi, con i caratteri della sensazione di dolore spontaneo o di dolore in risposta al movimento dei muscoli nei MTrPs attivi e dolorosi, senza sensazione di dolore spontaneo nei MTrPs latenti. Il paziente con MPS comincia con un MTRP attivo, chiamato MTRP primario, nel muscolo colpito a causa dei motivi di cui sopra. Quando ci si espone ad un trattamento inadeguato, si andrà incontro ad un’espansione della regione del dolore e a MTrPs attivi aggiuntivi, chiamati MTrPs secondari o satelliti.

Un sovraccarico muscolare acuto può attivare il MTrPs. Se la lesione non è ben controllata, si formerà nel tempo un tessuto cicatriziale progressivo che diventerà una lesione cronica. L’età avanzata può essere la principale causa di degenerazione e dell’attivazione di MTRP.

Nell’ipotesi di origine di un MTRP come crisi energetica postulata da Simons e Travell, sono considerati tre caratteri essenziali per la sua formazione: un rilascio eccessivo di acetilcolina, un accorciamento del sarcomero, e una successiva e crescente produzione di “sostanze sensibilizzanti”. Un MTRP è composto da più nodi contratti con contrattura dei sarcomeri e il diametro di questo muscolo che aumenta. Un MTRP contiene più luoghi di ipersensibilizzazione nocicettiva e una sede attiva nella giunzione neuromuscolare attiva, con perdita eccessiva di acetilcolina. In questa condizione, i sarcomeri si contraggono continuamente e formano un nodo di contrazione nella zona endplate e una banda tesa in tutta la fibra muscolare, la soglia del dolore dei nocicettori si abbasserà e il paziente presenterà un aumento della sintomatologia dolorosa. Quando si verifica una crisi energetica, i tessuti ischemici hanno bisogno di adenosina trifosfato per promuovere la pompa del calcio nel reticolo sarcoplasmatico. Il muscolo si contrarrà continuamente con un accorciamento del sarcomero regionale e poi si bloccheranno i supplementi di nutrizione e di ossigeno. In aggiunta a questa condizione, l’ischemia locale e l’ipossia possono indurre la secrezione di sostanze sensibilizzanti che causano dolore e il rilascio di acetilcolina anormale risultante in un circolo vizioso.

A causa dei molteplici fattori di una MPS, un singolo intervento o una singola terapia non possono superare efficacemente il problema. I trattamenti di un MTRP includono la terapia manuale, le modalità di terapia fisica, il dry needling (compresa l’iniezione con lidocaina su un MTRP), l’agopuntura, il rilascio dei tessuti molli per via percutanea, l’agugliatura sottocutanea e la medicina per via orale. Eliminando eventuali fattori perpetuanti, è importante per i pazienti l’introduzione di adeguati programmi di istruzione a casa.

Di recente, alcuni studi hanno ricercato l’effetto terapeutico del metodo Physio KIn come una nuova terapia per la MPS, con la speranza che questa condizione sia un ulteriore arma da giocare in termini di trigger-points e dolore mio-fasciale.

Molte persone continuamente soffrono di sindrome del dolore miofasciale (MPS) definito come una sindrome dolorosa regionale caratterizzata da dolore muscolare causato da punti trigger miofasciali (MTrPs) apprezzabili clinicamente. Nelle banderelle di muscolo contratto si possono notare spasmi e blocco della circolazione del sangue. Nella regione MTrP, i nocicettori (recettori del dolore) possono essere sensibilizzati da fattori infiammatori periferici e la contrattura della fascia può anche essere indotta da questi. I trattamenti tradizionali di MPS includono digitopressioni, stretching, trattamento termico, stimolazione elettrica, massaggi, manipolazioni, iniezioni nei punti trigger, l’agopuntura e altre metodiche.

Recentemente, la metodica Physio Kin è comunemente usata in traumi sportivi, in complicanze post-operatorie, e vari problemi di dolore, ma poca ricerca è stata focalizzata sul MPS con il metodo taping.

L’applicazione del Physio Kin può elevare lo spazio sottocutaneo e quindi aumentare il drenaggio e la circolazione del sangue e del fluido linfatico atti a ridurre i fattori chimici

 

intorno alla regione MTrP. Pertanto, si suggerisce che tale metodo può essere utilizzato come un trattamento regolare o in aggiunta al precedente trattamento per il dolore miofasciale.

Un nuovo metodo di applicazione e un diverso ragionamento clinico rispetto agli altri tipi di taping e di bendaggio sono alla base della tecnica decompressiva, compressiva e linfatica del "Egidi Physio System".

Per ulteriori informazioni o per fissare un appuntamento contattaci al 3491847174

 

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